MARCO VENIER

Sede Operativa: Via di  Tor de’ Schiavi n.142 - 00172  ROMA (RM)

Sede Legale: Via P. Belon n.141 (RM)

e-mail marco.venier@fastwebnet.it - Tel./fax 06 2419274 – Cell. 333 3412154

Partita Iva n. 06075651007

 

Il Codice Civile nel Condominio

SOMMARIO GENERALE (Comunione, Condominio e Disp. att.)

 

della Comunione  (dall’art.1100 al 1116)

 

Art.1100: Norme regolatrici

 

Art.1109: Impugnazione delle deliberazioni

Art.1101: Quote dei partecipanti

 

Art.1110: Rimborso spese

Art.1102:Uso della cosa comune

 

Art.1111: Scioglimento della comunione

Art.1103: Disposizione della quota

 

Art.1112: Cose non soggette a divisione

Art.1104: Obblighi dei partecipanti

 

Art.1113: Intervento nella divisione e opposizione

Art.1105: Amministrazione

 

Art.1114: Divisione in natura

Art.1106: Regolamento della comunione e nomina Amministratore

 

Art.1115: Obbligazioni solidali dei partecipanti

Art.1107: Impugnazione del regolamento

Art.1116: Applicabilitŕ delle norme sulla divisione ereditaria

Art.1108: Innovazioni e altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione

 

 

 

del Condominio  (dall’art.1117 al 1139)

 

Art.1117: Parti comuni dell’Edificio

 

Art.1129: Nomina e revoca dell’Amministratore

Art.1118: Diritti dei partecipanti sulle cose comuni

 

Art.1130: Attribuzioni dell’Amministratore

Art.1119: Indivisibilitŕ

 

Art.1131: Rappresentanza

Art.1120: Innovazioni

 

Art.1132: Dissenso dei condňmini rispetto alle liti

Art.1121: Innovazioni gravose o voluttuarie

 

Art.1133: Provvedimenti presi dall’Amministratore

Art.1122: Opere sulle parti dell’Edificio di proprietŕ comune

 

Art.1134: Spese fatte dal Condominio

Art.1123: Ripartizione delle spese

Art.1135: Attribuzioni dell’Assemblea dei condňmini

 

Art.1124: Manutenzione e ricostruzione delle scale

Art.1136: Costituzione dell’Assemblea e validitŕ delle deliberazioni

 

Art.1125: Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte, e dei solai

 

Art.1137: Impugnazione delle deliberazioni dell’Assemblea

Art.1126: Lastrici solari ad uso esclusivo

 

Art.1138: Regolamento di Condominio

Art.1127: Costruzione sopra l’ultimo piano dell’Edificio

 

Art.1139: Rinvio alle norme sulla comunione

Art.1128: Perimento totale o parziale dell’Edificio

 

 

 

 

delle disposizione di attuazione del Codice Civile  (dall’art.61 al 72)

 

Art.61: Scioglimento del Condominio

Art.67: Delega nelle Assemblee e competenza nelle deliberazioni

 

Art.62: Maggioranza per deliberare sullo Scioglimento del Condominio

 

Art.68: I valori millesimali nel regolamento di Condominio

Art.63: Decreto ingiuntivo, sospensione dei servizi e responsabilitŕ solidale del condňmino subentrante

 

Art.69: Revisione dei valori millesimali

Art.64: Competenza sulla revoca dell’Amm.re

Art.70: Sanzioni per infrazioni al regolamento di Condominio

 

Art.65: Nomina del Curatore speciale

 

Art.71: soppressa con D.Lgs.369/94

Art.66: Assemblea straordinaria

 

Art.72: Inderogabilitŕ degli art.63, 66, 67 e 69

 

 

 

 

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art. 1100.  NORME REGOLATRICI				Ü	
    (art. successivo)
 
               Quando la proprieta` o altro diritto reale spetta in comune a piu` persone,  se il titolo o la legge non dispone
diversamente,  si applicano le norme seguenti.
 
 
 

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 Ű			 	  Art. 1101.  QUOTE DEI PARTECIPANTI			 Ü
   (art. precedente)										   		(art. successivo)
 
 
               Le quote dei partecipanti alla comunione si presumono uguali.
            Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi quanto nei pesi della comunione, č in proporzione delle 
rispettive quote.

 

 

 

 

 

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 Ű				 Art. 1102.  USO DELLA COSA COMUNE			       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Ciascun partecipante puo` servirsi della cosa comune, purche` non ne alteri la destinazione e non impedisca
agli altri partecipanti di farne parimenti uso  secondo  il  loro  diritto.  A  tal  fine  puo` apportare  a  proprie  spese
le  modificazioni  necessarie  per  il migliore godimento della cosa.
            Il partecipante non puň estendere il  suo  diritto  sulla  cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non
compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.
 
 
 
 

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 Ű				     Art. 1103.  DISPOSIZIONE DELLA QUOTA			        Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
             Ciascun partecipante puň disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua
quota.
          Per  le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV del titolo
III del libro VI.
 
 
 
 
 

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 Ű				Art. 1104.  OBBLIGHI DEI PARTECIPANTI			       Ü
(art. precedente)    												(art. successivo)
 
 
               Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la  conservazione e per il godimento della 
cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma  delle  disposizioni  seguenti, salva la facolta` di 
liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
            La rinunzia non giova al partecipante che abbia anche tacitamente approvato la spesa.
            Il  cessionario  del  partecipante  e`  tenuto  in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e 
non versati.
 
 
 
 
 
 

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 Ű					Art. 1105.  AMMINISTRAZIONE				       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
        Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune.
      Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo
il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
      Per  la  validita`  delle  deliberazioni  della  maggioranza  si richiede  che  tutti  i  partecipanti  siano  stati  pre-
ventivamente informati dell'oggetto della deliberazione.
      Se   non   si   prendono   i   provvedimenti   necessari   per l'amministrazione  della cosa comune o non si forma 
una maggioranza, ovvero se la deliberazione  adottata  non  viene  eseguita,  ciascun partecipante   puo`  ricorrere  
all'autorita`  giudiziaria.   Questa provvede  in  camera  di  consiglio  e  puo`   anche   nominare  un amministratore.
 
 
 
 

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  Ű		         Art. 1106. Regolamento della comunione e nomina dell'amministratore                     Ü
(art. precedente)										                	(art. successivo)    
 
 
               Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall'articolo precedente,  puo` essere  formato  un  regola-
mento  per  l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune.
            Nello stesso modo l'amministrazione puo` essere delegata ad uno o piu` partecipanti,  o anche a un estraneo,
determinandosi i poteri e gli obblighi dell'amministratore.
 
 
 
 

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 Ű			     Art. 1107. IMPUGNAZIONE DEL REGOLAMENTO			       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
             Ciascuno dei partecipanti dissenzienti puň impugnare davanti all'autoritŕ  giudiziaria  il  regolamento  della
comunione  entro trenta giorni dalla deliberazione  che  lo  ha  approvato.  Per  gli assenti  il  termine  decorre  dal 
giorno  in  cui  č stata  loro comunicata la  deliberazione.  L'autorita`  giudiziaria  decide  con unica sentenza sulle
opposizioni proposte.
          Decorso  il  termine  indicato dal comma precedente senza che il regolamento sia stato impugnato,  questo ha
effetto  anche  per  gli eredi e gli aventi causa dai singoli partecipanti.
 
 
 
 
 

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 Ű  		        Art. 1108. Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione               Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
 
           Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due  terzi  del  valore  comples-
sivo della cosa comune, si possono disporre  tutte  le  innovazioni dirette  al miglioramento della cosa o a renderne 
piu` comodo  o  redditizio  il godimento, purche` esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei    partecipanti e 
non importino una spesa eccessivamente gravosa.
        Nello  stesso  modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria    amministrazione, sempre  che non 
risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
        E` necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione  o  di  costituzione di diritti reali sul 
fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
        L'ipoteca puo`  essere  tuttavia  consentita  dalla  maggioranza indicata  dal  primo  comma,  qualora abbia lo 
scopo di garantire la restituzione delle somme mutuate  per  la  ricostruzione  o   per   il  miglioramento  della  cosa 
comune.
 
 
 
 

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 Ű			  Art. 1109. IMPUGNAZIONE DELLE DELIBERAZIONI		       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente puo` impugnare davanti   all'autorita`   giudiziaria   le   
deliberazioni    della maggioranza:
1)        nel  caso  previsto  dal  secondo  comma dell'art.  1105,  se la deliberazione e` gravemente pregiudizievole alla
cosa comune;
2)        se non  e`  stata  osservata  la  disposizione  del  terzo  comma dell'art. 1105;
3)        se la deliberazione relativa  a  innovazioni  o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione č in contrasto 
con  le  norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
           L'impugnazione  deve  essere proposta,  sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione.  
          Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui e` stata loro comunicata la deliberazione. In  pendenza del
giudizio,  l'autoritŕ giudiziaria puň ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.
 
 
 
 
 

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 Ű					Art. 1110. RIMBORSO DI SPESE				       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
           Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti  o  dell'amministratore,  ha sostenuto spese 
necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.
 
 
 
 
 

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 Ű			     Art. 1111. SCIOGLIMENTO DELLA COMUNIONE			 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
        Ciascuno dei partecipanti puň sempre domandare lo scioglimento della comunione;  l'autoritŕ giudiziaria puň
stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni,  se l'immediato scioglimento puň pregiu-
dicare gli interessi degli altri.
      Il  patto  di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni č valido e ha effetto anche per gli  
aventi  causa  dai partecipanti.  Se e` stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni.
       Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorita` giudiziaria puo` ordinare lo scioglimento della comunione prima
del tempo convenuto.
 
 
 
 
 

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 Ű			        Art. 1112. COSE NON SOGGETTE A DIVISIONE			 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
            Lo scioglimento della comunione non puň essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero 
di servire all'uso a cui sono destinate.
 
 
 
 
 

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 Ű		          Art. 1113. INTERVENTO NELLA DIVISIONE E OPPOSIZIONE		 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               I creditori e gli aventi causa da un partecipante possono intervenire  nella  divisione  a  proprie  spese,   ma 
non possono impugnare la divisione gia` eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione anteriormente alla
divisione stessa e salvo sempre ad essi   l'esperimento   dell'azione   revocatoria    o    dell'azione    surrogatoria.
           Nella divisione che ha per oggetto beni immobili, l'opposizione, per l'effetto indicato dal comma precedente,
deve essere trascritta prima  della trascrizione dell'atto di divisione e,  se si tratta di divisione  giudiziale,   prima  
della  trascrizione  della  relativa domanda.
          Devono essere chiamati a intervenire, perche` la divisione abbia effetto nei loro confronti,  i creditori iscritti
 e coloro che hanno acquistato  diritti  sull'immobile in  virtů  di atti soggetti a trascrizione e trascritti  prima della
trascrizione  dell'atto  di divisione   o   della   trascrizione   della  domanda  di  divisione  giudiziale.
           Nessuna  ragione  di  prelevamento  in natura per  crediti  nascenti dalla  comunione  puň  opporsi contro le 
persone indicate dal comma precedente,  eccetto le ragioni di prelevamento nascenti  da  titolo anteriore alla comu-
nione medesima, ovvero da collazione.

 

 

 

 

 

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 Ű				         Art. 1114.  DIVISIONE IN NATURA				       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               La divisione ha luogo in natura, se la cosa puo` essere comodamente  divisa  in  parti   corrispondenti   alle
quote   dei partecipanti.

 

 

 

 

 

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 Ű			Art. 1115.  OBBLIGAZIONI SOLIDALI DEI PARTECIPANTI		       Ü
  (art. precedente)												(art. successivo)
 
 
               Ciascun partecipante puo` esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune,  
le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
            La somma per estinguere le obbligazioni si preleva dal prezzo di vendita della cosa comune, e, se la divisio-
ne ha luogo in natura,  si  procede alla vendita di  una  congrua  frazione  della  cosa,  salvo diverso accordo tra  i 
condividenti.
            Il  partecipante  che  ha  pagato  il  debito in solido e non ha ottenuto rimborso concorre nella divisione per
una  maggiore  quota  corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti.

 

 

 

 

 

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 Ű		Art. 1116. APPLICABILITA` DELLE NORME SULLA DIVISIONE EREDITARIA
(art. precedente)    
 
 
               Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredita`, in quanto non siano in 
contrasto con quelle sopra stabilite.

 

 

 

 

 

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		Art. 1117. PARTI COMUNI DELL'EDIFICIO			Ü
    (art. successivo)     	
 
 
               Sono oggetto di proprieta` comune dei proprietari dei diversi piani  o  porzioni  di  piani  di  un edificio,  se 
il contrario non risulta dal titolo:
1)      il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni,  i muri maestri, i  tetti  e  i lastrici solari,  le scale,  i portoni 
d'ingresso,  i vestiboli,  gli anditi,  i portici,  i cortili e in genere tutte  le parti dell'edificio necessarie all'uso 
comune;
2)      i locali per la portineria e per l'alloggio del portiere,  per la lavanderia,  per il riscaldamento centrale,  per
gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
3)      le opere,  le installazioni,  i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come
gli ascensori,  i pozzi, le  cisterne,  gli  acquedotti  e inoltre le fognature e i canali di scarico,  gli impianti  per  
l'acqua, per il  gas, per  l'energia elettrica,  per  il riscaldamento  e  simili,  fino  al  punto  di diramazione degli
impianti ai locali  di  proprieta`  esclusiva  dei singoli condomini
 
 

 

 

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 Ű	  	       Art. 1118. DIRITTI DEI PARTECIPANTI SULLE COSE COMUNI	    	    Ü
(art. precedente)											              (art. successivo)    
 
 
         Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente  č proporzionato al valore del pia-
no o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.
       Il  condomino  non  puň, rinunziando  al  diritto  sulle  cose anzidette,  sottrarsi al contributo nelle  spese  per  
la  loro conservazione.

 

 

 

 

 

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 Ű	 				   Art. 1119. INDIVISIBILITA`			     	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
            Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno  che la divisione possa farsi senza rendere
piů incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino.

 

 

 

 

 

 

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 Ű					     Art. 1120. INNOVAZIONI				        Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'art.  1136,  possono  disporre  tutte le inno-
vazioni dirette al miglioramento o all'uso piu` comodo o al  maggior  rendimento  delle cose comuni.
            Sono  vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilita` o alla sicurezza  del  fabbricato,  
che  ne  alterino  il decoro   architettonico   o   che   rendano   talune   parti  comuni dell'edificio inservibili all'uso 
o al godimento anche  di  un  solo condomino.

 

 

 

 

 

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 Ű			      Art. 1121. INNOVAZIONI GRAVOSE O VOLUTTUARIE	 	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
        Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere  voluttuario rispetto alle  particolari
condizioni   e all'importanza  dell'edificio,  e  consista  in  opere,  impianti  o manufatti suscettibili di utilizzazione 
separata, i condomini che non  intendono   trarne   vantaggio  sono  esonerati  da  qualsiasi contributo nella spesa.
      Se l'utilizzazione separata non č possibile, l'innovazione non č  consentita,  salvo  che  la  maggioranza dei con-
domini che l'ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.
      Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro  eredi  o aventi  causa possono tuttavia,  in qualunque
tempo, partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'ope-
ra.
 
 
 
 

 

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Ű	Art. 1122.  OPERE SULLE PARTI DELL'EDIFICIO DI PROPRIETA` COMUNE	Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprieta`,  non puo` eseguire opere che rechino  
danno  alle  parti comuni dell'edificio.
 
 
 
 

 

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 Ű 			      Art. 1123.  RIPARTIZIONE DELLE SPESE		 	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti   comuni   dell'edificio,   per  la  pre-
stazione  dei  servizi nell'interesse  comune  e  per  le  innovazioni   deliberate   dalla maggioranza  sono sostenute 
dai condomini in misura proporzionale al valore della proprieta` di ciascuno, salvo diversa convenzione.
            Se si tratta di cose destinate a servire i condomini  in  misura diversa,  le  spese  sono  ripartite  in  propor-
zione  dell'uso  che ciascuno puo` farne.
            Qualora un edificio abbia piů scale, cortili, lastrici solari, opere  o  impianti  destinati  a servire  una  parte
dell'intero fabbricato,  le spese relative alla loro manutenzione sono a  carico del gruppo di condomini che ne trae 
utilita`.
 
 
 
 
           

 

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        Ű			Art. 1124. MANUTENZIONE E RICOSTRUZIONE DELLE SCALE	        Ü
  (art. precedente)												(art. successivo)
 
 
               Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani  a cui servono.  La spesa relativa e` 
ripartita tra essi,  per meta` in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra meta` in misura 
proporzionale  all'altezza  di  ciascun piano dal suolo.
            Al fine del concorso nella meta` della spesa, che e` ripartita in ragione del valore,  si considerano come pia-
ni le cantine,  i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprieta` comune.
 
 
 
 
 
           

 

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 Ű 	     Art. 1125. Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai 	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
            Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti uguali
dai proprietari dei due  piani  l'uno  all'altro sovrastanti, restando  a  carico  del proprietario del piano superiore 
la  copertura  del  pavimento  e  a carico  del proprietario del piano inferiore l'intonaco,  la tinta e la decorazione 
del soffitto.
 
 
          

 

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 Ű			        Art. 1126. LASTRICI SOLARI DI USO ESCLUSIVO 		 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
           Quando l'uso dei lastrici solari o di una parte di essi non e` comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno
l'uso  esclusivo  sono tenuti  a  contribuire  per un terzo nella  spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico:  
gli altri due terzi sono  a  carico  di tutti  i  condomini  dell'edificio  o della parte di questo a cui il lastrico solare 
serve,  in proporzione del valore del piano o  della porzione di piano di ciascuno.
 
 
 

 

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 Ű		Art. 1127.  COSTRUZIONE SOPRA L'ULTIMO PIANO DELL'EDIFICIO	       Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio puň elevare nuovi piani o nuove fabbriche,  salvo  che  risulti
altrimenti  dal titolo.  La  stessa  facoltŕ spetta a chi č proprietario esclusivo del lastrico solare.
            La sopraelevazione non č  ammessa  se  le  condizioni  statiche dell'edificio non la consentono.
            I  condomini  possono altresě opporsi alla sopraelevazione,  se questa  pregiudica  l'aspetto  architettonico 
dell'edificio  ovvero diminuisce notevolmente l'aria o la luce dei piani sottostanti.
            Chi  fa  la  sopraelevazione  deve  corrispondere  agli  altri  condomini  un'indennitŕ  pari  al valore attuale 
dell'area da occuparsi con la nuova fabbrica,  diviso per il numero dei piani,  ivi compreso  quello  da  edificare,  e
detratto  l'importo  della quota  a  lui spettante.  Egli č  inoltre  tenuto  a  ricostruire il lastrico solare di cui tutti o
 parte dei condomini avevano il diritto di usare.
 
 
 

 

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 Ű			Art. 1128. PERIMENTO TOTALE O PARZIALE DELL'EDIFICIO	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
           Se l'edificio perisce interamente o per una parte che rappresenti i tre quarti del suo valore,  ciascuno dei con-
domini puo` richiedere la  vendita all’asta del suolo e dei materiali,  salvo che sia stato diversamente convenuto.
        Nel caso di perimento  di  una  parte  minore,  l'assemblea  dei condomini   delibera    circa   la   ricostruzione 
 delle  parti  comuni dell'edificio, e ciascuno č tenuto a concorrervi in proporzione dei suoi diritti sulle parti stesse.
        L'indennitŕ corrisposta per l'assicurazione relativa alle parti comuni e` destinata alla ricostruzione di queste.
        Il  condomino  che   non   intende    partecipare alla ricostruzione  dell'edificio  č  tenuto  a  cedere  agli  altri  
condomini  i  suoi diritti,  anche sulle parti di sua esclusiva proprieta`,  secondo la stima che ne sarŕ fatta,  salvo 
che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.
 
 
 

 

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 Ű			Art. 1129. NOMINA E REVOCA DELL'AMMINISTRATORE	 	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
             Quando i condomini sono piu` di quattro, l'assemblea nomina un amministratore.  Se l'assemblea non provve-
de,  la  nomina  e`  fatta dall'autorita` giudiziaria, su ricorso di uno o piu` condomini.
          L'amministratore dura in carica un anno e puo` essere revocato in ogni tempo dall'assemblea.
          Puo`  altresi`  essere  revocato dall'autorita` giudiziaria,  su ricorso  di  ciascun  condomino,   oltre  che  nel
caso   previsto dall'ultimo  comma  dell'art.  1131,  se per due anni non ha reso il conto della sua gestione,  ovvero
se vi  sono  fondati  sospetti  di gravi irregolarita`.
          La nomina  e  la   cessazione  per qualunque causa dell'amministratore dall'ufficio sono annotate in apposito 
registro.

 

 

 

 

 

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 Ű			Art. 1130.  ATTRIBUZIONI DELL'AMMINISTRATORE		       Ü
(art. precedente)    												(art. successivo)
 
 
               L'amministratore deve:
1)      eseguire  le deliberazioni dell'assemblea dei condomini e curare l'osservanza del regolamento di condominio;
2)    disciplinare l'uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse comune,  in modo che ne  sia  assi-
curato  il  miglior godimento a tutti i condomini;
3)    riscuotere i contributi  ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell'edi-
ficio  e  per l'esercizio dei servizi comuni;
4)      compiere  gli  atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio.
            Egli, alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della sua gestione.

 

 

 

 

 

 

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 Ű					Art. 1131. RAPPRESENTANZA				      Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
        Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo precedente o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento 
di  condominio  o dall'assemblea,  l'amministratore  ha la rappresentanza  dei partecipanti e puo` agire in giudizio 
sia  contro  i  condomini  sia contro i terzi.
      Puň  essere   convenuto  in  giudizio  per  qualunque  azione concernente le parti comuni dell'edificio; a lui sono
notificati  i provvedimenti  dell'autorita` amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.
     Qualora la citazione o il provvedimento abbia un  contenuto  che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore,
questi e` tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini.
     L'amministratore che non adempie  a  quest'obbligo  puo`  essere revocato ed e` tenuto al risarcimento dei danni.

 

 

 
 
        

 

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 Ű			Art.1132. DISSENSO DEI CONDOMINI RISPETTO ALLE LITI	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il
condomino  dissenziente, con  atto  notificato  all'amministratore,  puo` separare la propria responsabilita` in ordi-
ne alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello
in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.
            Il  condomino  dissenziente  ha  diritto di rivalsa per cio` che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa.
            Se l'esito della lite č stato favorevole al condominio, il condomino  dissenziente  che  ne  abbia tratto vantag-
gio e` tenuto a concorrere nelle spese del giudizio  che  non  sia  stato  possibile ripetere dalla parte soccombente.
 
 
 
 

 

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 Ű		         Art.1133.  PROVVEDIMENTI PRESI DALL'AMMINISTRATORE	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               I provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per  i  condomini.  
            Contro  i  provvedimenti dell'amministratore   č   ammesso   ricorso  all'assemblea,   senza pregiudizio del
ricorso all'autorita` giudiziaria  nei  casi  e  nel termine previsti dall'art. 1137.
 
 
 
 

 

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 Ű				Art. 1134. SPESE FATTE DAL CONDOMINO			 Ü
 
  (art. precedente)												(art. successivo)
 
          Il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea
non  ha  diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.

  

 

 

 

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 Ű		      Art. 1135.  ATTRIBUZIONI DELL'ASSEMBLEA DEI CONDOMINI	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Oltre a quanto e` stabilito dagli articoli precedenti, l'assemblea dei condomini provvede:
1)    alla  conferma  dell'amministratore   e   alla   eventuale   sua retribuzione;
2)   all'approvazione  del  preventivo delle spese occorrenti durante l'anno e alla relativa ripartizione tra i condo-
mini;
3)    all'approvazione del  rendiconto  annuale  dell'amministratore  e all'impiego del residuo attivo della gestione;
4)      alle  opere  di  manutenzione  straordinaria,   costituendo,  se occorre, un fondo speciale.
            L'amministratore  non  puo`  ordinare  lavori  di  manutenzione  straordinaria,  salvo che rivestano carat-
tere urgente,  ma in questo  caso deve riferirne nella prima assemblea.
 
 
 
 

 

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 Ű			Art. 1136. Costituzione dell'assemblea e validitŕ delle deliberazioni	        Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
          L'assemblea e` regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini  che  rappresentino  i  due  terzi del 
valore dell'intero edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio.
        Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti 
e almeno la meta` del valore dell'edificio.
         Se l'assemblea non  puň deliberare  per  mancanza  di  numero, l'assemblea di seconda convocazione delibera 
in un giorno successivo a quello della prima e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima; la deliberazione 
č valida se riporta un numero  di  voti che  rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del
valore dell'edificio.
         Le  deliberazioni  che  concernono  la  nomina  e   la   revoca dell'amministratore  o  le   liti attive   e  passive 
relative a materie che  esorbitano  dalle  attribuzioni  dell'amministratore  medesimo, nonche`   le   deliberazioni   
che   concernono  la  ricostruzione dell'edificio o riparazioni straordinarie di notevole entitŕ devono essere sempre
prese con la maggioranza stabilita dal secondo comma.
         Le deliberazioni che hanno per oggetto le  innovazioni  previste dal primo comma dell'art. 1120 devono essere
sempre approvate con un numero  di  voti  che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due
terzi del valore dell'edificio.
        L'assemblea non puň deliberare,  se  non  consta  che  tutti  i condomini sono stati invitati alla riunione.
       Delle deliberazioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascriversi in un registro tenuto dall'ammini-
stratore.
 
 
 
 
 

 

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 Ű	           Art. 1137. IMPUGNAZIONE DELLE DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA	 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
         Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
       Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio   ogni   condomino   dissenziente   
puň fare ricorso all'autorita`  giudiziaria,  ma il ricorso non sospende l'esecuzione del  provvedimento,   salvo  che   
la   sospensione   sia   ordinata dall'autorita` stessa.
       Il ricorso deve essere proposto,  sotto pena di decadenza, entro trenta giorni,  che decorrono dalla data della 
deliberazione  per  i dissenzienti e dalla data di comunicazione per gli assenti.

 

 

 

 

 

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 Ű				Art. 1138. REGOLAMENTO DI CONDOMINIO			 Ü
(art. precedente)												(art. successivo)    
 
 
               Quando in un edificio il numero dei condomini e` superiore a dieci,  deve essere formato un regolamento,  il
quale  contenga  le norme  circa  l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli  obbli-
ghi  spettanti  a  ciascun  condomino, nonchč   le  norme  per   la   tutela  del  decoro  dell'edificio  e  quelle relative 
all'amministrazione.
            Ciascun condomino puo` prendere l'iniziativa per  la  formazione del   regolamento  di  condominio  o  per  
la  revisione  di  quello esistente.
            Il regolamento  deve  essere  approvato  dall'assemblea  con  la  maggioranza stabilita dal secondo comma 
dell'art.  1136 e trascritto nel registro indicato all'ultimo comma dell'art.  1129.  Esso  puň essere impugnato a 
norma dell'art. 1107.
            Le  norme  del  regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali ri-
sultano dagli atti di acquisto e  dalle  convenzioni,  e  in  nessun  caso  possono  derogare  alle disposizioni degli
 art.  1118 secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.

 

 

 

 

 

 

 

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 Ű				Art. 1139. RINVIO ALLE NORME SULLA COMUNIONE
(art. precedente)    
 
 
               Per quanto non e` espressamente previsto da questo capo si osservano le norme sulla comunione in generale.

 

 

 

 

 

 

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                                                                                        Art.61                                                                            Ü

(art. successivo)

 

            Qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzione di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio puo' essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato.

          Lo scioglimento e' deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell'art. 1136 del codice, o č disposto dall' autoritŕ giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell'edificio della quale si chiede la separazione.

 

 

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 Ű                                                               Art.62                Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                               (art. successivo)

 

            La disposizione del primo comma dell'articolo precedente si applica anche se restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall' art. 1117 del codice.

          Qualora la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose e occorrano opere per la sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto comma dell' art. 1136  del codice stesso.

 

 

 

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    Ű                                                                   Art.63               Ü

 (articolo precedente)                                                                                                                                                                       (art. successivo)

 

           Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore puo' ottenere decreto d' ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione. (624 c.p.c.).

          Chi subentra nei diritti di un condomino e' obbligato, solidalmente (art.1292 c.c.) con questo, al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.

          In caso di mora (art. 1219 c.c.) nel pagamento dei contributi, che si sia protratta per un semestre, l' amministratore, se il regolamento di Condominio ne contiene l' autorizzazione, puň sospendere al condominio moroso l' utilizzazione dei servizi comuni che sono suscettibili di godimento separato (art. 72 d.a.c.c.).

 

 

 

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     Ű                                                     Art.64                                                                                     Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                              (art. successivo)

 

            Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dal terzo comma dell'art. 1129 e dall'ultimo comma dell'art. 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore.
          Contro il provvedimento del tribunale puň essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione.

 

 

 

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 Ű             Art.65             Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                    (art. successivo)

 

            Quando  per  qualsiasi   causa   manca il legale rappresentante    dei   condomini,   chi    intende iniziare o   proseguire  una  lite  contro  i  partecipanti  a   un condominio   puň   richiedere     la   nomina   di un curatore speciale ai sensi dell’ art. 80 del codice di procedura civile.

          II curatore speciale deve senza indugio convocare I' assemblea dei condomini per avere istruzioni sulla condotta della lite.

 

 

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  Ű                                                  Art.66                                                                      Ü

  (art. precedente)                                                                                                                                                                            (art. successivo)

 

          L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per deliberazioni indicate dall' art. 1135 del codice, puň essere convocata in via straordinaria dall' amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne e' fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio.

          Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente  alla convocazione.

          In mancanza dell'amministratore, l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria puo' essere convocata a iniziativa di ciascun condomino.

          L'avviso di convocazione deve essere comunicato ai condomini almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza (art. 72 d.a.c.c.).

 

 

 

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         Ű                                                     Art.67                                                             Ü

 (art. precedente)                                                                                                                                                                (art. successivo)

 

           Ogni condomino puň intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante.

          Qualora un piano o porzione di piano dell'edificio appartenga in proprietŕ indivisa a pů' persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell'assemblea, che e' designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente.

          L'usufruttuario di un piano o porzione di piano dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono alla ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni.

          Nelle deliberazioni che riguardano innovazioni, ricostruzioni od opere di manutenzione straordinaria delle parti comuni dell'edificio il diritto di voto spetta invece al proprietario. (art. 72 d.a.c.c.) .

 

 

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  Ű                                                                Art.68            Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                                (art. successivo)

 

            Per gli effetti indicati dagli art. 1123, 1124, 1126, e 1136 del codice, il regolamento di condominio (art. 1138 c.c.) deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprieta' esclusiva ai singoli condomini.

          I valori dei piani o delle porzioni di piano, ragguagliati a quello dell' intero edificio, devono essere espressi in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio.

          Nell'accertamento dei valori medesimi non si tiene conto del canone locatizio, dei miglioramenti o dello stato di manutenzione di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano.(art. 72 d.a.c.c.).

 

 

 

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  Ű                                                                    Art.69                                                                   Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                          (art. successivo)

 

            I valori proporzionali dei vari piani o di porzione di piani possono essere riveduti o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, nei seguenti casi:
1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, e' notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano. (art. 72 d.a.c.c.)

 

 

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 Ű                                                                                Art.70            Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                                        (art. successivo)

 

            Per le infrazioni al regolamento di condominio puň essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una certa somma. La somma e' devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie.

 

 

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  Ű             Art.71           Ü

(art. precedente)                                                                                                                                                                        (art. successivo)

 

            Il registro indicato dal quarto comma dell' art. 1129 e del terzo comma dell'art. 1138 del codice e' tenuto presso l' associazione professionale (1) dei proprietari di fabbricati.

(1)            soppressa con D.L.lg. 23/11/1944, n. 369

 

 

 

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 Ű                                                                        Art.72

  (art. precedente)

          I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti art. 63, 66, 67, e 69.

 

 

 

 

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