D. Lgs. 231 del 21/11/2007
Nell'ambito
della lotta ai finanziamenti illeciti volti a favorire fenomeni di riciclaggio
di denaro sporco, la cui destinazione potrebbe essere quella di finanziare atti
terroristici a livello globale, lo scorso 29 dicembre
è entrato in vigore il Decreto Legislativo numero 231 del 21 novembre 2007, che
recepisce la Terza Direttiva Antiriciclaggio/Antiterrorismo (n. 2005/60/CE),
volta a prevenire il riciclaggio di fondi di provenienza illecita ed il
finanziamento del terrorismo internazionale.
Con la
nuova normativa, che conferma il preesistente impianto giuridico, vengono introdotti nuovi obblighi e divieti finalizzati a
rafforzarne l'effetto, in modo da rendere tutto il quadro normativo più
aderente alle esigenze di contrasto dei fenomeni del riciclaggio e del
terrorismo.
A partire
dal prossimo 30 aprile 2008, in ottemperanza al suddetto decreto, entreranno in
vigore le nuove norme concernenti la limitazione
all'uso del contante e dei titoli al portatore.
Ecco, in
sintesi, i punti salienti del decreto:
1) divieto di trasferire denaro contante o titoli al
portatore, fra soggetti diversi, quando il valore dell'operazione, anche
frazionata, è complessivamente pari o superiore ad € 5.000,00 (in precedenza
la soglia era pari ad € 12.500,00);
2) obbligo, per tutti gli istituti di credito, di rilasciare
i moduli di assegni muniti della clausola di "non
trasferibilità"; è possibile, tuttavia, richiedere per iscritto presso gli
sportelli della propria banca il rilascio di moduli di assegno in forma libera
pagando, a titolo di imposta di bollo, la somma di € 1,50 per ciascun
modulo;
3) gli assegni emessi per un importo pari o superiore ad
€ 5.000,00 devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del
beneficiario e la clausola di "non trasferibilità" (in precedenza la
soglia era pari ad € 12.500,00);
4) gli assegni emessi a proprio favore con le formule:
"a me stesso", "a se stesso",
"a me medesimo", "a m.m." o altre
equivalenti, possono essere girati unicamente per l'incasso ad un Istituto di
Credito (banca o
Poste Italiane);
5) La banca consente di richiedere l'emissione di assegni vidimati. In tal caso gli assegni sono emessi
muniti della clausola di "non trasferibilità", salvo che il
richiedente, all'atto della richiesta scritta, dichiari espressamente di voler
emettere assegni vidimati di importo inferiore ad €
5.000,00 in forma libera. Per ogni assegno vidimato richiesto in forma libera è dovuto un importo di € 1,50 a titolo di imposta di
bollo;
6) i vaglia postali sono emessi con l'indicazione del nome o
della ragione sociale del beneficiario e la clausola di "non
trasferibilità". Si può richiedere a Poste Italiane, per iscritto e
pagando l'imposta di bollo di euro 1,50 per ciascun
titolo, il rilascio di vaglia postali di importo inferiore ad € 5.000,00
senza la clausola di "non trasferibilità";
7) ciascuna girata apposta su assegni bancari o postali,
vaglia circolari o cambiari e vaglia postali emessi in forma libera deve
recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante;
8) il saldo dei libretti al portatore non può essere pari o
superiore ad € 5.000,00 (in precedenza la soglia era pari ad €
12.500,00). I libretti al portatore esistenti alla data del 30 aprile 2008, con
saldo pari o superiore ad € 5.000,00 devono essere estinti o il relativo
saldo deve essere ridotto al citato importo entro il 30 giugno 2009;
9) in caso di trasferimento di libretti di
risparmio al portatore, il cedente deve comunicare al proprio Istituto di
credito (banca o Posta), entro 30 giorni, la data di trasferimento e i dati identificativi del
cessionario, codice fiscale compreso.
Le cambiali e i pagherò sono esclusi dalla nuova imposta di bollo di €1,50 prevista per gli assegni bancari, postali, circolari e per i vaglia postali o cambiari speciali; il riferimento ai “vaglia cambiari”, infatti, riguarda solo quelli speciali emessi da Banca d’Italia, Banco di Napoli e Banco di Sicilia e non i vaglia cambiari ordinari (cambiale e pagherò) che sono strumenti di credito e non mezzi di pagamento.
Fonti:
ABI
Guida ai prestiti personali